«Stiamo cercando di limitare l'accesso a siti immorali e di impedire che ci si possa prendere gioco delle autorità politiche e religiose del paese», hanno dichiarato alla stampa araba alcuni ministri iraniani. Molte delle pagine web censurate contenevano notiziari politici, come il noto sito "Emrooz". Secondo fonti della Bbc, le autorità di Teheran avrebbero previsto pene severissime nei confronti dei service provider internet che si rifiutassero di sospendere le attività dei 15.000 siti segnalati. Coloro che qui in Italia, dalle pagine dei propri Blog, parlano della democrazia come di un sistema truffaldino, irresponsabilmente non considerano chi nel passato è morto proprio per garantire la libertà d' espressione, linfa insostituibile in ogni Stato Democratico e forse dimenticano le drammatiche condizioni in cui in questo momento alcuni giovani versano, solo per aver scritto in Rete quel che pensano. Ciò detto, la preoccupazione da me espressa per i risultati delle recenti elezioni va anche nella direzione della Libertà di Informazione, sempre più messa in pericolo dalla grave anomalia rappresentata dal nostro Presidente del Consiglio. Lo scorso 3 maggio una delle organizzazioni americane più autorevoli nel monitorare la libertà d'informazione, Freedom House, ha collocato l'Italia al 79esimo posto in questa speciale classifica. Il rapporto declassa il nostro Paese, insieme alla Guinea e al Gabon, da paese libero a paese parzialmente libero. Quello che maggiormente inquieta gli osservatori internazionali è che è la prima volta dal 1988 che viene messa in discussione la libertà di stampa di una nazione europea. Anche la Turchia è messa male, mentre agli altri paesi comunitari il dossier riconosce il più alto livello di libertà di stampa del mondo.








